Reperibilità: cos'è, come viene pagata, obblighi e doveri

La reperibilità è una particolare modalità di svolgimento della prestazione lavorativa in cui il lavoratore, pur non essendo obbligato a trovarsi fisicamente in azienda, deve essere in grado di rispondere a chiamate o richieste del datore di lavoro entro un determinato periodo di tempo. Questa modalità può essere prevista per diverse tipologie di lavoratori, tra cui dipendenti, collaboratori, professionisti e agenti.

Oggi vogliamo esplorare l’argomento, offrendoti una panoramica dello strumento e individuando i principali obblighi e doveri per l’azienda e i lavoratori.

Cos’è la reperibilità

Come abbiamo anticipato, si parla di reperibilità quando è necessario che il lavoratore sia disponibile a rispondere a chiamate o richieste del datore di lavoro, anche al di fuori dell’orario di lavoro, per un determinato periodo di tempo. Il lavoratore reperibile non è obbligato a trovarsi fisicamente in azienda, ma deve essere in grado di essere operativo nel minor tempo possibile.

La reperibilità può essere prevista in diversi casi, ad esempio:

  • per rispondere a emergenze o richieste urgenti: ad esempio, in caso di guasti o malfunzionamenti di impianti o macchinari, o in caso di eventi imprevisti che possono compromettere la continuità del servizio;
  • per garantire la continuità del servizio: ad esempio, in caso di attività lavorative che devono essere svolte 24 ore su 24, come nei servizi di pronto intervento o di assistenza clienti;
  • per consentire ai lavoratori di svolgere attività lavorative in orari diversi da quelli ordinari: ad esempio, in caso di lavoratori che devono svolgere mansioni di manutenzione o di ispezione.

Come viene pagata la reperibilità

La reperibilità può essere retribuita in diversi modi, a seconda degli accordi tra datore di lavoro e lavoratore. Le modalità di retribuzione più comuni sono:

  • indennità di reperibilità: un compenso erogato al lavoratore per il tempo in cui è reperibile. L’indennità può essere fissa o variabile, in base al numero di chiamate o richieste ricevute dal lavoratore;
  • riduzione dell’orario di lavoro: il lavoratore reperibile può usufruire di una riduzione dell’orario di lavoro, in modo da compensare il tempo trascorso in reperibilità;
  • banca ore: il dipendente reperibile può accumulare ore di reperibilità, che possono poi essere utilizzate per recuperare tempo libero o per ottenere un aumento della retribuzione.

In generale, la retribuzione della reperibilità deve essere proporzionata al disagio provocato dal mantenere la disponibilità a rispondere a chiamate o richieste del datore di lavoro.

Obblighi e doveri del lavoratore reperibile

Il lavoratore reperibile deve rispettare specifici obblighi e doveri, indispensabili per fare in modo che questa modalità contrattuale produca i risultati attesi. In particolare, il dipendente deve essere disponibile a rispondere a chiamate o richieste entro un determinato periodo di tempo. In alcuni casi deve poter raggiungere il luogo di lavoro entro un tempo ragionevole. Inoltre, è tenuto a comunicare al datore di lavoro eventuali impedimenti a rispondere a chiamate o richieste.

Il lavoratore reperibile non è obbligato a trovarsi fisicamente in azienda, ma deve essere in grado di raggiungere il luogo di lavoro entro un tempo ragionevole se necessario.

Regime di reperibilità

Il regime di reperibilità è stabilito dall’accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore. L’accordo deve indicare:

  • il periodo di reperibilità;
  • le modalità di retribuzione della reperibilità;
  • gli obblighi e doveri del lavoratore reperibile.

La complessità di gestire le presenze e i turni di lavoro con la reperibilità

La gestione delle presenze e dei turni di lavoro può essere complessa, soprattutto quando in azienda ci sono dipendenti reperibili. Il datore di lavoro deve infatti tenere conto di diversi fattori, tra cui:

  • gli orari di lavoro dei dipendenti non reperibili;
  • i periodi di reperibilità dei dipendenti;
  • le modalità di retribuzione.

Per gestire correttamente le presenze e i turni di lavoro con la reperibilità, il datore di lavoro può utilizzare un software di gestione del personale. Un software di questo tipo consente di gestire ognuno di questi aspetti riducendo al minimo gli errori. Inoltre, un software come Geobadge HR ti permette di avere report delle ore lavorate, per monitorare la situazione e prendere le decisioni più appropriate.

Ad esempio, un report sulle presenze può mostrare al datore di lavoro quanti dipendenti sono reperibili in un determinato periodo di tempo. Questo può essere utile per pianificare i turni di lavoro in modo da garantire la continuità del servizio anche in caso di chiamate o richieste urgenti.

La reperibilità è una modalità di lavoro che può essere vantaggiosa sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. Per il datore di lavoro, la reperibilità consente di garantire la continuità del servizio anche al di fuori dell’orario di lavoro dei dipendenti. Per il lavoratore, la reperibilità può essere un modo per ottenere un compenso aggiuntivo o per migliorare l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata.

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