Festività in busta paga: quali sono, retribuzione ed eccezioni

In Italia, oltre alla domenica, ci sono anche altre festività nazionali in cui i lavoratori hanno diritto al giorno libero e percepiscono la normale retribuzione, senza intaccare i giorni di ferie accumulati. Questi includono Capodanno, Epifania, Lunedì dell’Angelo, Festa della Liberazione, Festa del Lavoro, Festa della Repubblica, Ferragosto, Ognissanti, Immacolata Concezione, Natale e Santo Stefano. Oltre a questi appena elencati, si ha diritto a un giorno di riposo in onore del santo patrono del paese in cui lavorano.

Le festività in busta paga rappresentano dunque uno dei principali diritti dei lavoratori in Italia. Vediamo nel dettaglio quali sono i giorni considerati festivi e come sono pagati.

Quali sono i giorni considerati festivi?

Come abbiamo anticipato, in Italia sono considerati festivi i seguenti giorni:

  • 1° gennaio (Capodanno)
  • 6 gennaio (Epifania)
  • Pasqua e Pasquetta
  • 25 aprile (Anniversario della Liberazione)
  • 1° maggio (Festa dei Lavoratori)
  • 2 giugno (Festa della Repubblica)
  • 15 agosto (Ferragosto)
  • 1° novembre (Tutti i Santi)
  • 8 dicembre (Immacolata Concezione)
  • 25 dicembre (Natale)
  • 26 dicembre (Santo Stefano)

Questi corrispondono ai giorni in rosso sul calendario e sono le feste che caratterizzano il nostro Paese e la nostra cultura. Per questa ragione i dipendenti hanno diritto a giornate di ferie da trascorrere al di fuori dell’azienda e del contesto lavorativo.

Come sono pagati i giorni festivi?

La domanda più frequente quando si pensa ai giorni festivi è: come vengono pagati? I giorni festivi sono retribuiti in modo diverso rispetto ai giorni lavorativi. Durante le festività, il datore di lavoro è tenuto a pagare il lavoratore anche se non svolge alcuna attività lavorativa. Tuttavia, la retribuzione varia a seconda che la festività cada in settimana o di domenica.

  • Se la festività avviene in un giorno feriale (dal lunedì al sabato), i dipendenti retribuiti con una paga fissa mensile ricevono già la retribuzione per la festività nel pagamento regolare del mese. Per i dipendenti retribuiti per ore, invece, viene calcolata la paga specifica per l’ora moltiplicata per le ore lavorabili in quel giorno festivo.
  • Se la festività cade di domenica, viene pagata come giorno non lavorato, così il datore di lavoro paga la retribuzione normale più un giorno in più per i lavoratori retribuiti con una paga mensile. Per i dipendenti retribuiti per ora, le ore lavorabili durante il mese vengono calcolate dividendo le ore di lavoro standard contrattualmente previste (di solito 40 ore) per i giorni considerati come lavorativi (di solito 6 giorni).

Qualora l’impiegato lavori in un giorno festivo, la retribuzione sarà valutata in modo diverso. In tal caso, sta svolgendo un lavoro festivo e riceverà una maggiorazione nello stipendio, a seconda dell’uso del CCNL. In linea di massima, se non è previsto un giorno di riposo compensativo, la festività sarà composta dal lavoro effettuato insieme alla maggiorazione (nel CCNL sul commercio, ad esempio, la percentuale di maggiorazione è del 30%). Questa tipologia di retribuzione è interamente soggetta a contributi previdenziali e trattenute fiscali.

Nel caso in cui l’impiegato si trovi in malattia, in maternità, in ferie o in permesso, riceverà lo stesso la retribuzione per le festività.

Le festività soppresse

Le celebrazioni abolite, o festività soppresse, sono le giornate che, nel corso degli anni, non sono più state riconosciute dalla legge come feste. In particolare, questi giorni includono:

  • la celebrazione di San Giuseppe
  • la festa del Corpus Domini
  • la celebrazione dell’Ascensione
  • il giorno dei Santi Pietro e Paolo
  • il 4 novembre

In sostituzione delle prime quattro festività, di solito ai lavoratori vengono riconosciute ore di permesso aggiuntive corrispondenti, la cui quantità e modalità di godimento sono stabilite attraverso la contrattazione collettiva di settore.

La celebrazione del 4 novembre, invece, è stata spostata alla prima domenica di novembre. Pertanto, essendo una festa che cade di domenica, è sempre retribuita insieme alla retribuzione ordinaria.

Le eccezioni

Quando si parla di festività occorre fare delle eccezioni. In particolare, la Pasqua rappresenta una di queste, e viene retribuita solamente per alcuni contratti collettivi. In dettaglio, gli operatori a pagamento orario percepiranno la giornata di Pasqua, ma non gli impiegati che hanno uno stipendio fisso, a meno che non sia specificamente indicato nel contratto di categoria. Di conseguenza, la maggior parte delle volte, la Pasqua viene considerata una domenica di riposo (dato che cade sempre in questo giorno della settimana) e la festività non goduta non sarà retribuita.

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