Buoni pasto in busta paga: come funzionano e tassazione
I buoni pasto sono un’opzione molto utilizzata dalle aziende per fornire ai propri dipendenti un contributo per il pranzo durante la giornata lavorativa, e fanno parte di quegli strumenti che caratterizzano il welfare aziendale. In questo articolo vogliamo parlarti di questa forma di agevolazione per i lavoratori, individueremo come funzionano, la tassazione a cui sono soggetti, i vantaggi per l’azienda e come presentarli in busta paga.
Come funzionano i buoni pasto in busta paga
I buoni pasto in busta paga sono un’indennità che le aziende possono fornire ai propri dipendenti per coprire le spese del pranzo durante la giornata lavorativa. In realtà, in base al tipo di buono selezionato dall’azienda, il dipendente può utilizzare questo compenso per qualunque tipo di acquisto, non necessariamente per effettuare una spesa alimentare. In altri casi questi buoni possono essere utilizzati solo per acquistare pasti presso ristoranti, mense aziendali o esercizi commerciali convenzionati.
La normativa sui buoni pasto prevede che il valore del ticket non può superare un determinato importo giornaliero stabilito dalla legge, attualmente fissato a 7 euro. Inoltre, l’erogazione dei buoni pasto deve avvenire in modo regolare e periodico, solitamente attraverso la consegna automatizzata della busta paga.
Tassazione del ticket ristorante
In merito alla deducibilità del costo di acquisto, l’Agenzia delle Entrate ha specificato con la Circolare n. 6/E/2009 che:
“Atteso che la fornitura dei ticket restaurant rappresenta un servizio sostitutivo di mensa, si ritiene che la limitazione della deducibilità al 75% (fissato per le spese di vitto e alloggio) non sia applicabile alle spese sostenute dal datore di lavoro per il loro acquisto. Tali spese, infatti, analogamente a quelle relative ad una convenzione con un esercizio pubblico, rappresentano il costo per l’acquirente di un servizio complesso non riconducibile alla semplice somministrazione di alimenti e bevande”.
Il datore di lavoro non potrà applicare alcuna ritenuta contributiva e previdenziale sul valore dei buoni pasto così come stabilito dall’art. 51, comma 2, lett. c), TUIR.
Inoltre, le aziende possono scegliere anche di erogare un’indennità sostitutiva di mensa, una somma erogata direttamente in busta paga a integrazione della retribuzione mensile. In questo caso, però, le somme sono soggette a tassazione contributiva e fiscale, al versamento di quote INPS, TFR, IRAP e IRES su IRAP.
Per quanto riguarda la tassazione dei buoni pasto in busta paga, questi ultimi sono esenti dalle tasse fino a un importo massimo giornaliero di 7 euro. Ciò significa che i dipendenti non devono pagare le tasse sull’importo del buono pasto fino a questo limite.
Tuttavia, se l’importo del buono pasto supera i 7 euro al giorno, l’eccedenza sarà soggetta a tassazione come reddito da lavoro dipendente.
Vantaggi fiscali dei buoni pasto per l’azienda
I buoni pasto in busta paga presentano numerosi vantaggi sia per le aziende che per i dipendenti. Per le aziende, i buoni pasto sono un modo per fornire ai propri dipendenti un’indennità per il pranzo senza aumentare i costi del personale e come strumento per dimostrare apprezzamento nei confronti del dipendente. Nella maggior parte dei casi infatti, i buoni pasto vengono impiegati come strumento di incentivo per i lavoratori al pari di altre soluzioni di welfare aziendale.
Come abbiamo anticipato, la normativa sui buoni pasto prevede anche un’esenzione fiscale per le aziende che decidono di erogare questa indennità ai propri dipendenti. La defiscalizzazione dei buoni consente alle aziende di detrarre dalle tasse una parte dei costi sostenuti per l’erogazione dei ticket restaurant. Senza dubbio questo rappresenta un vantaggio importante per il datore di lavoro.
Sono deducibili dal reddito d’impresa e non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini IRES. L’azienda può godere di una detrazione dall’IRPEF per l’importo erogato ai dipendenti, fino a un massimo di 258,23 euro annui per dipendente.
Buoni pasto per dipendenti privati
I buoni pasto in busta paga sono utilizzati principalmente dalle aziende private, ma possono essere erogati anche dalle pubbliche amministrazioni. Tuttavia, la normativa può variare a seconda del settore e della tipologia di impresa. In generale, la legge sui buoni pasto stabilisce che le aziende possono erogare questa indennità ai propri dipendenti, ma non sono obbligate a farlo. Ciò significa che ogni azienda può decidere se e come erogare i buoni pasto in busta paga, in base alle proprie esigenze e alla situazione finanziaria.
In conclusione, i buoni pasto in busta paga sono un’opzione molto utilizzata dalle aziende per fornire ai propri dipendenti un contributo per il pranzo durante la giornata lavorativa. E tu, utilizzi questo strumento nella tua azienda?
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