Legge di Bilancio 2027: tutte le previsioni sulla manovra 2027 per aziende e datori di lavoro
La Legge di Bilancio 2027 è ancora in fase di preparazione, ma il confronto sulle misure da inserire nella prossima manovra è già iniziato. Tra le ipotesi che stanno raccogliendo maggiore attenzione ci sono un nuovo intervento sull’IRPEF, la possibile detassazione della tredicesima e alcune modifiche sul fronte pensionistico.
Non tutte le novità di cui si parla, però, hanno lo stesso grado di certezza. Alcune regole che produrranno effetti nel 2027 sono già state approvate con precedenti provvedimenti. Altre sono state indicate dal Governo come obiettivi della prossima manovra, ma devono ancora trovare coperture e tradursi in una norma. Ci sono poi proposte avanzate dai partiti che potrebbero anche non entrare nel testo definitivo.
Per aziende e datori di lavoro è quindi ancora presto per modificare la pianificazione sulla base delle sole anticipazioni. Possiamo però iniziare a capire quali potrebbero essere le priorità della Legge di Bilancio 2027 e quali cambiamenti sono già programmati, soprattutto quelli che riguardano buste paga, politiche retributive e uscite pensionistiche dei dipendenti.
Vediamo cosa sappiamo finora sulla Manovra 2027, tenendo presente che questo articolo sarà aggiornato man mano che verranno pubblicati i documenti ufficiali.
Legge di Bilancio 2027: a che punto siamo
Al momento in cui scriviamo, non esiste ancora un disegno di Legge di Bilancio 2027 con tutte le misure che entreranno in vigore dal prossimo anno. Il quadro inizierà a diventare più chiaro durante l’autunno, quando il Governo dovrà definire le priorità della manovra e indicare le risorse disponibili per finanziarle.
Cominciamo col dire che riferirsi genericamente alle novità della Legge di Bilancio 2027, è un’indicazione piuttosto vaga. Novità può infatti voler dire cose diverse: una disposizione già approvata che produrrà effetti dal prossimo gennaio, un intervento che il Governo ha annunciato di voler inserire nella manovra oppure una proposta ancora oggetto del confronto politico.
La situazione delle principali misure di interesse per lavoratori e aziende può essere sintetizzata così.
| Misura | Situazione inizio settembre 2026 |
|---|---|
| IRPEF al 33% fino a 60.000 euro | Obiettivo indicato dal Governo, ma serve una nuova norma |
| Tredicesima detassata | Proposta in discussione, senza disciplina definitiva |
| Tassazione al 5% degli aumenti da rinnovo CCNL | Proroga al 2027 annunciata dal Governo, da inserire nella manovra |
| Premio di risultato con imposta all’1% | Già previsto anche per il 2027 |
| Pensione di vecchiaia a 67 anni e 1 mese | Già prevista per il 2027 |
| Nuovi strumenti di uscita anticipata | Ipotesi ancora in discussione |
| APE Sociale | Attualmente prorogata solo fino al 31 dicembre 2026 |
| Nuovo esonero contributivo per le madri lavoratrici | Avvio già previsto dal 2027 |
| Fringe benefit fino a 1.000 o 2.000 euro | Regime già previsto anche per il 2027 |
Questa distinzione sarà ancora più importante nei prossimi mesi, perché alcune proposte potrebbero essere modificate o abbandonate durante la costruzione della manovra.
Quando viene approvata la Legge di Bilancio 2027?
Per conoscere il contenuto effettivo della prossima Legge di Bilancio bisognerà attendere diversi passaggi istituzionali.
Il primo appuntamento rilevante dell’autunno sarà la presentazione del Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), prevista entro il 2 ottobre. Il documento permette di avere un quadro più preciso delle previsioni economiche e delle misure che il Governo intende finanziare.
Entro il 15 ottobre dovrà poi essere trasmesso alla Commissione europea e all’Eurogruppo il Documento programmatico di bilancio. Il disegno di Legge di Bilancio deve invece essere presentato al Parlamento entro il 20 ottobre. Da quel momento comincerà il vero iter parlamentare, durante il quale il testo potrà essere modificato attraverso gli emendamenti.
L’approvazione definitiva dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2026. In assenza di modifiche alla normale scansione dell’iter, la nuova legge entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027.
Nuovo taglio IRPEF nel 2027: aliquota al 33% fino a 60.000 euro?
Uno degli interventi fiscali più discussi riguarda un possibile nuovo taglio dell’IRPEF destinato al ceto medio.
Dal 2026 le aliquote applicate sono:
- 23% fino a 28.000 euro;
- 33% sulla quota di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro;
- 43% sulla parte che supera i 50.000 euro.
La riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33% è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 ed è quindi già in vigore.
Per il 2027 il Governo sta valutando di fare un ulteriore passo, estendendo il 33% anche alla parte di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro. L’intervento è stato indicato tra gli obiettivi della prossima manovra, ma la sua effettiva attuazione dipenderà dalle risorse disponibili.
Se la modifica venisse approvata senza altri correttivi, la differenza tra l’attuale aliquota del 43% e quella ipotizzata del 33% produrrebbe un risparmio teorico crescente sulla quota di reddito superiore a 50.000 euro.
| Reddito imponibile | Risparmio IRPEF teorico con l’estensione al 33% |
|---|---|
| 50.000 euro | 0 euro |
| 52.000 euro | 200 euro |
| 55.000 euro | 500 euro |
| 58.000 euro | 800 euro |
| 60.000 euro o più | 1.000 euro |
Si tratta naturalmente di un calcolo costruito esclusivamente sulla differenza tra le aliquote. L’effettivo beneficio dipenderà dal testo della norma e dagli eventuali interventi sulle detrazioni.
Per capire da quale situazione partirebbe l’eventuale modifica, puoi approfondire gli scaglioni IRPEF attualmente in vigore.
Tredicesima detassata nel 2027: quali sono le ipotesi
Tra le proposte che stanno facendo maggiormente discutere c’è anche quella di una tredicesima detassata o comunque sottoposta a un’imposta più bassa rispetto all’IRPEF ordinaria.
Allo stato attuale non esiste però una misura approvata.
Una delle ipotesi avanzate prevede un’imposta sostitutiva del 15% per alcune fasce di reddito, con la possibilità di scendere al 10% qualora fossero disponibili maggiori risorse. È stata proposta anche una detassazione più ampia per le tredicesime di importo più basso. Nessuna di queste soluzioni, al 2 settembre 2026, è stata inserita in un testo di legge.
Il tema interessa direttamente anche le aziende perché, qualora la misura venisse approvata, i datori di lavoro sarebbero chiamati ad applicare il nuovo regime attraverso la busta paga.
Prima di parlare di un vero beneficio sarà quindi necessario conoscere la platea dei lavoratori coinvolti e il limite di reddito previsto. Bisognerà inoltre capire quale aliquota verrà eventualmente applicata e con quali modalità il datore di lavoro dovrà riconoscere l’agevolazione.
Per ora la detassazione della tredicesima nel 2027 rimane una delle proposte da seguire durante la preparazione della manovra.
Pensioni 2027: l’aumento dei requisiti è già previsto
Sul fronte delle pensioni 2027 il quadro è diverso, perché un primo cambiamento è già stato stabilito.
Dal 1° gennaio 2027 entrerà infatti in vigore un aumento di un mese dei requisiti pensionistici, legato all’adeguamento alla speranza di vita. L’incremento arriverà poi complessivamente a tre mesi dal 2028. La disciplina è già stata recepita dall’INPS con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026.
Per la generalità dei lavoratori, nel 2027:
- la pensione di vecchiaia richiederà 67 anni e 1 mese;
- la pensione anticipata ordinaria richiederà 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini;
- per le donne saranno necessari 41 anni e 11 mesi di contributi.
Sono previste specifiche eccezioni per alcune categorie impegnate in attività gravose o particolarmente faticose.
L’aumento dell’età pensionabile nel 2027, quindi, non dipende dall’approvazione della prossima Legge di Bilancio. Il tema è piuttosto se la manovra interverrà per limitarne gli effetti o introdurrà nuove forme di flessibilità.
Pensione anticipata: uscita a 64 anni e Quota 41 sono ancora ipotesi
Proprio l’aumento dei requisiti ha riacceso il confronto sulla riforma delle pensioni e sulla possibilità di offrire ai lavoratori nuovi strumenti di uscita anticipata.
Tra le proposte discusse rientra una maggiore flessibilità a partire dai 64 anni, così come resta nel confronto politico l’ipotesi di una nuova Quota 41. Al momento non esiste però una disciplina approvata dalla quale ricavare requisiti, penalizzazioni o categorie di lavoratori ammesse alla misura.
Va inoltre ricordato che la pensione anticipata contributiva a 64 anni già esiste per determinate categorie di lavoratori e segue requisiti specifici. Parlare genericamente di “pensione a 64 anni per tutti” rischierebbe quindi di confondere una proposta politica con uno strumento già presente nell’ordinamento.
Lo stesso principio vale per Quota 41. Fino a quando non verrà inserita una nuova norma nella Manovra 2027, non è possibile considerarla una nuova modalità di pensionamento disponibile dal prossimo gennaio.
APE Sociale 2027: sarà prorogata?
Tra le misure da monitorare c’è anche l’APE Sociale.
La Legge di Bilancio 2026 ne ha prorogato l’applicazione fino al 31 dicembre 2026, mantenendo il requisito anagrafico di 63 anni e 5 mesi per le categorie previste dalla normativa. La proroga attuale, quindi, non copre chi matura i requisiti nel 2027.
Per avere un’APE Sociale 2027 sarà necessario un nuovo intervento legislativo. La Legge di Bilancio potrebbe rappresentare il provvedimento utilizzato per prorogarla, ma al momento non è possibile dare per certa la conferma.
Questo è uno dei punti che dovrà essere seguito con particolare attenzione durante l’autunno, anche perché l’aumento dei requisiti pensionistici rende ancora più rilevante il tema delle forme di uscita rivolte ai lavoratori che si trovano in determinate condizioni di difficoltà.
Esodati 2027: cosa è successo con isopensione e assegni ponte
L’aumento dei requisiti pensionistici aveva inizialmente sollevato anche il problema dei cosiddetti esodati 2027.
A inizio anno era stato evidenziato il rischio che alcuni lavoratori già usciti dal lavoro attraverso isopensione, fondi di solidarietà e altri strumenti di accompagnamento potessero trovarsi con un periodo scoperto tra la fine dell’assegno e la nuova data di pensionamento.
Nel frattempo, però, il quadro è cambiato.
Con la circolare n. 41 del 3 aprile 2026, l’INPS ha chiarito che le prestazioni di accompagnamento possono essere prolungate fino alla nuova decorrenza utile della pensione nei casi disciplinati dalla circolare. Per l’isopensione e l’indennità di espansione, ad esempio, l’Istituto può continuare a corrispondere la prestazione oltre il periodo ordinario quando lo slittamento deriva dall’adeguamento dei requisiti, fermo restando l’obbligo del datore di lavoro di garantire la provvista e la contribuzione necessarie.
Per le aziende che hanno utilizzato strumenti di accompagnamento alla pensione, il tema resta quindi rilevante soprattutto sul piano della corretta gestione delle prestazioni e dei relativi costi.
Bonus mamme 2027: cosa è già previsto
Un’altra novità destinata a produrre effetti dal prossimo anno riguarda il bonus mamme.
Nel 2026 alle lavoratrici che rispettano i requisiti previsti viene riconosciuta una somma pari a 60 euro al mese, non imponibile ai fini fiscali e contributivi. La misura è transitoria.
La Legge di Bilancio 2026 ha infatti rinviato al 2027 l’entrata in vigore dell’esonero contributivo parziale destinato alle lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli, introdotto originariamente dalla Legge di Bilancio 2025.
Il nuovo regime dovrà ancora essere completato sotto il profilo applicativo. La prossima manovra potrebbe inoltre intervenire sulla disciplina, per cui sarà necessario verificare nei prossimi mesi se requisiti e funzionamento resteranno quelli già previsti.
Per i datori di lavoro sarà un tema da seguire perché il passaggio dal contributo transitorio all’esonero contributivo modifica anche le modalità con cui il beneficio viene gestito.
Premi di produzione e aumenti contrattuali: cosa cambia nel 2027
Non tutte le agevolazioni sul lavoro devono attendere la nuova manovra.
Per i premi di risultato erogati nel 2026 e nel 2027 è già prevista un’imposta sostitutiva ridotta all’1%, entro il limite complessivo di 5.000 euro, naturalmente in presenza dei requisiti richiesti dalla normativa. La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.
Per approfondire modalità e condizioni di applicazione puoi leggere la guida dedicata al premio di produzione.
Diversa è la situazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi. Per il 2026 la normativa prevede una tassazione agevolata al 5% per i lavoratori che rispettano le condizioni stabilite dalla legge. Il Governo ha annunciato l’intenzione di prorogare questa agevolazione anche al 2027, ma per farlo sarà necessaria una nuova disposizione.
Questa è probabilmente una delle misure della Manovra 2027 da seguire con maggiore attenzione dal punto di vista della gestione delle buste paga.
Fringe benefit: le soglie sono già previste anche per il 2027
Anche per i fringe benefit esiste già una disciplina applicabile nel prossimo anno.
La Legge di Bilancio 2025 ha previsto per il triennio 2025-2027 una soglia di esenzione pari a 1.000 euro, elevata a 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico. Nei limiti previsti dalla legge possono rientrare anche determinate somme erogate o rimborsate per utenze domestiche, locazione dell’abitazione principale e interessi sul mutuo relativo all’abitazione principale.
Salvo nuovi interventi della Legge di Bilancio 2027, saranno quindi queste le soglie da utilizzare anche nel prossimo periodo d’imposta.
Cosa deve monitorare un’azienda in vista della Manovra 2027
Per aziende e responsabili HR, le anticipazioni sulla nuova Legge di Bilancio 2027 servono a individuare gli aspetti che potrebbero richiedere un adeguamento nei mesi successivi.
Una modifica dell’IRPEF o della tassazione sulla tredicesima avrebbe effetti sulle buste paga. La conferma dell’agevolazione sugli aumenti contrattuali potrebbe incidere sulla gestione dei rinnovi dei CCNL. Le modifiche ai requisiti pensionistici devono invece essere considerate da chi pianifica uscite dal lavoro o utilizza strumenti di accompagnamento alla pensione.
Ci sono poi misure che sono già programmabili, come l’imposta ridotta sui premi di risultato e le attuali soglie dei fringe benefit.
L’obiettivo, in questa fase, non dovrebbe essere anticipare decisioni sulla base delle proposte ancora in discussione, quanto tenere sotto controllo i temi che potrebbero modificare i costi aziendali o richiedere un aggiornamento delle procedure amministrative.
Lo stesso vale per gli incentivi sul lavoro. Le agevolazioni alle assunzioni attualmente disponibili seguono regole proprie e non devono essere confuse con eventuali nuovi bonus che potrebbero essere introdotti dalla prossima manovra.
Legge di Bilancio 2027: le prossime date da seguire
La costruzione della Manovra 2027 è appena iniziata e molte delle misure oggi al centro del dibattito potrebbero cambiare prima dell’approvazione definitiva.
Le prime indicazioni più concrete arriveranno tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre con il nuovo quadro di finanza pubblica. A metà ottobre il Documento programmatico di bilancio permetterà di capire quali interventi hanno trovato spazio nella programmazione del Governo. Il passaggio decisivo sarà però la presentazione del disegno di legge alle Camere, seguita dall’esame parlamentare fino all’approvazione prevista entro il 31 dicembre.
Continueremo ad aggiornare questa guida man mano che verranno pubblicati i documenti ufficiali, fino alla versione definitiva della Legge di Bilancio 2027.

