Fringe benefit 2026: nuova tassazione e novità per le aziende
I fringe benefit rappresentano una forma di compenso non monetario offerto dai datori di lavoro ai dipendenti, includendo beni e servizi come auto aziendali, buoni pasto e polizze sanitarie. Questi vantaggi, entro determinati limiti, godono di esenzione fiscale, offrendo alle aziende uno strumento efficace per migliorare il clima lavorativo e incentivare il personale.
Allo stesso tempo, i dipendenti possono beneficiare di un maggiore potere d’acquisto senza gravare sul proprio reddito imponibile.
Quest’anno i fringe benefit, sempre più centrali nelle strategie di welfare aziendale, saranno interessati da significative novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Le modifiche puntano a rendere questi strumenti ancora più vantaggiosi, promuovendo il benessere dei dipendenti e incentivando scelte sostenibili, con particolare attenzione alla tassazione delle auto aziendali.
Fringe Benefit 2026: limiti di esenzione fiscale e le novità della Legge di Bilancio
La Legge di Bilancio 2026 consolida il percorso di defiscalizzazione già avviato, confermando per l’anno in corso le soglie di esenzione per i fringe benefit introdotte nel triennio 2025-2027. Queste misure mirano a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e a offrire alle imprese strumenti flessibili per il welfare aziendale.
Le soglie di esenzione fiscale previste per il 2026 sono:
• 1.000 euro annui per la generalità dei lavoratori dipendenti.
• 2.000 euro annui per i lavoratori con figli fiscalmente a carico. Per accedere a questo limite maggiorato, il dipendente deve presentare al datore di lavoro una dichiarazione scritta che indichi i codici fiscali dei figli.
Nota importante sui neoassunti: A differenza di quanto previsto per l’anno precedente, l’agevolazione di 5.000 euro per i neoassunti che trasferiscono la residenza non è stata prorogata per i contratti sottoscritti a partire dal 2026. Tale beneficio resta valido esclusivamente per chi è stato assunto nel corso del 2025, per le due annualità successive alla firma del contratto.
Rientrano tra i fringe benefit esentasse beni e servizi come buoni spesa, gift card, auto aziendali e, solo per chi ha figli a carico, il rimborso delle utenze domestiche (acqua, luce, gas), dell’affitto o degli interessi sul mutuo della prima casa.
Infine, rimane fondamentale il rispetto del principio di “cassa allargata”: le somme e i valori relativi al periodo d’imposta 2026 devono essere messi a disposizione del lavoratore entro il 12 gennaio 2027 per poter beneficiare della non imponibilità entro i limiti citati. Se il valore complessivo dei benefit supera la soglia (anche di un solo euro), l’intero ammontare diventa tassabile in busta paga.
Cosa rientra nei fringe benefit nel 2026?
I fringe benefit sono compensi non monetari che il datore di lavoro eroga ai dipendenti in aggiunta alla retribuzione ordinaria sotto forma di beni o servizi.
Nel 2026, la gamma di benefici includibili è molto ampia e comprende:
• beni e voucher: gift card, buoni spesa multibrand e bonus carburante
• mobilità: auto aziendali concesse in uso promiscuo e prestiti agevolati
• spese per la Casa (solo per chi ha figli a carico): rimborso delle utenze domestiche (acqua, luce e gas), canoni di locazione (affitto) o interessi sul mutuo della prima casa
• strumenti di lavoro: telefoni, computer e altri dispositivi tecnologici utilizzabili anche per fini privati.
Questi vantaggi sono particolarmente apprezzati poiché, entro certi limiti di valore, non concorrono alla formazione del reddito imponibile, aumentando il potere d’acquisto netto del lavoratore senza appesantire il cuneo fiscale.
Le soglie di esenzione per il 2026
Dopo anni di variazioni significative che hanno visto la soglia oscillare tra i 258,23 euro storici e i 3.000 euro delle misure straordinarie passate, la Legge di Bilancio 2026 consolida un sistema a “doppio binario” valido fino al 2027:
1. 1.000 euro annui per la generalità dei lavoratori dipendenti
2. 2.000 euro annui per i lavoratori con figli fiscalmente a carico (previa dichiarazione scritta al datore di lavoro con i codici fiscali dei figli).
Alcune novità e limitazioni importanti includono:
• buoni pasto elettronici: la soglia di esenzione giornaliera sale a 10 euro (rispetto agli 8 euro precedenti), mentre i cartacei restano a 4 euro. I buoni pasto rimangono comunque distinti dal plafond dei fringe benefit sopra citati;
• auto aziendali: la tassazione per le auto concesse nel 2026 è ora strettamente legata alle emissioni: si tassa solo il 10% del valore ACI per le elettriche (BEV), il 20% per le ibride plug-in (PHEV) e il 50% per i veicoli tradizionali (diesel/benzina);
• neoassunti e trasferimenti: l’agevolazione di 5.000 euro per chi trasferisce la residenza oltre i 100 km non è stata prorogata per i nuovi contratti sottoscritti dal 2026; resta valida solo per chi è stato assunto nel 2025, per le prime due annualità;
• regola dello “sforamento”: è cruciale non superare le soglie (1.000€ o 2.000€). Se il valore totale dei benefit eccede il limite anche di un solo euro, l’intero importo diventa tassabile in busta paga.
Fringe benefit e flexible benefit: le differenze
È importante non confondere i fringe benefit con i flexible benefit. Mentre i primi possono generare reddito imponibile in caso di superamento delle soglie, i secondi si configurano come prestazioni o servizi completamente esentasse e non concorrenti alla formazione del reddito imponibile.
Fringe Benefit 2026: la tassazione per le auto aziendali
Un aspetto centrale della Legge di Bilancio 2026 è l’introduzione di nuove regole per la tassazione dell’auto aziendale a uso promiscuo. Questi cambiamenti mirano a incentivare la sostenibilità ambientale, premiando i veicoli a basse emissioni e aumentando la tassazione per quelli tradizionali.
A partire dai contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 (e validi per tutto il 2026), il valore tassabile si basa sulle emissioni di CO2 e su una percorrenza convenzionale annua di 15.000 chilometri. Le percentuali per determinare il fringe benefit rimangono le seguenti dal 2025:
• 10% del costo chilometrico per i veicoli elettrici puri (BEV).
• 20% del costo chilometrico per i veicoli ibridi plug-in (PHEV).
• 50% del costo chilometrico per tutti gli altri veicoli, inclusi Diesel, Benzina, Mild-Hybrid e GPL.
Per il calcolo del valore nel 2026, è necessario fare riferimento alle tabelle nazionali dei costi chilometrici pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2025. Il valore calcolato dell’auto (es. il 10%, 20% o 50%) concorre ora a saturare i nuovi tetti di esenzione confermati per il 2026: 1.000 euro per la generalità dei dipendenti e 2.000 euro per chi ha figli a carico. È fondamentale monitorare che il valore dell’auto, sommato ad altri benefit, non superi la soglia. Se si supera il limite anche di solo 1 euro, l’intero importo del benefit diventa tassabile in busta paga.
Premi di risultato: tassazione agevolata e opportunità di welfare
La Legge di Bilancio 2026 consolida le agevolazioni per i premi di produttività, inserendosi in un percorso che mira a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori per il triennio 2025-2027. Questa misura rappresenta un incentivo concreto per premiare il merito con un trattamento fiscale favorevole.
Un ulteriore vantaggio è la possibilità di convertire i premi di risultato in welfare aziendale, ottenendo la detassazione totale. Questa opzione è resa ancora più vantaggiosa dalle novità del 2026: la soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici sale infatti da 8 a 10 euro al giorno. Le aziende possono così offrire soluzioni personalizzate — dai contributi per i fondi pensione (con deducibilità fino a 5.300€) ai servizi di benessere — senza che questi valori concorrano alla formazione del reddito imponibile.
Cosa aspettarci dalle novità dei Fringe Benefit nel 2026?
Nel 2026, i fringe benefit non rappresentano più una misura d’emergenza, ma si confermano pilastri strutturali della strategia aziendale, grazie a un quadro normativo che garantisce continuità per il triennio 2025-2027. La conferma delle soglie di esenzione a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti e a 2.000 euro per chi ha figli a carico (previa dichiarazione dei codici fiscali) permette alle imprese di costruire “ecosistemi di benessere” capaci di rispondere a bisogni reali e di lungo periodo.
Il giudizio sulle novità del 2026 è positivo, specialmente per l’innalzamento della soglia dei buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro al giorno (mentre quelli cartacei restano a 4 euro), un segnale chiaro della volontà di sostenere il potere d’acquisto quotidiano in modo digitale e tracciabile. Anche la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro agisce in sinergia con il welfare, alleggerendo il carico fiscale complessivo sul lavoratore.
Tuttavia, l’efficacia di questi strumenti richiede una gestione rigorosa: il superamento delle soglie anche di un solo euro comporta la tassazione dell’intero ammontare, trasformando un vantaggio in un onere imprevisto. Inoltre, la fine dell’agevolazione per i trasferimenti dei neoassunti suggerisce che le aziende debbano ora puntare su benefici più trasversali, come la previdenza complementare (con deducibilità salita a 5.300 euro annui) per attrarre e trattenere talenti in un mercato competitivo.

