12 Agosto 2022
TFR per aziende con più di 50 dipendenti

TFR per aziende con più di 50 dipendenti

News 12 Agosto 2022

Il Trattamento di Fine Rapporto (tfr) è un compenso che spetta per legge al lavoratore subordinato al termine del suo rapporto di lavoro con l’azienda. A seguito della riforma previdenziale del 2006, il lavoratore dipendente ha la possibilità di scegliere la destinazione del tfr, optando per diverse soluzioni: investirlo, rivalutarlo o utilizzarlo come strumento di previdenza integrativa. Nello specifico, il dipendente può scegliere se lasciarlo in azienda, scegliere un fondo pensione aperto o un fondo pensione chiuso.

La scelta deve avvenire entro 6 mesi dalla prima assunzione e, qualora si scelga una forma pensionistica complementare la decisione risulta irrevocabile. Se invece si sceglie di lasciare il tfr in azienda è sempre possibile modificarla.

Cosa succede se il dipendente entro 6 mesi non comunica una scelta esplicita? In questo caso vale il meccanismo del silenzio-assenso: il tfr confluisce automaticamente nel fondo pensione previsto dal contratto collettivo di lavoro o, se sono presenti più fondi, in quello a cui è iscritto il maggior numero di dipendenti. Il dipendente va ad aderire in modo tacito al fondo pensione.

Tfr e nuovo rapporto di lavoro

La scelta espressa nel precedente lavoro si ripercuote anche sui successivi rapporti di lavoro. Se il dipendente ha scelto di mantenerlo in azienda anche il nuovo datore di lavoro continuerà a mantenerlo in azienda. Il dipendente ha comunque la possibilità di rivedere la sua scelta in ogni momento e decidere di continuare a mantenere il tfr in azienda oppure destinarlo a una forma pensionistica complementare.

Se invece il dipendente ha aderito a una previdenza complementare e ha riscattato la posizione individuale maturata, entro 6 mesi dalla nuova assunzione dovrà manifestare la scelta sulla destinazione del tfr e decidere di nuovo se destinarlo a un fondo pensione oppure lasciarlo in azienda. In questo caso, se entro il primo semestre non comunica una preferenza, in automatico verrà destinato alla previdenza complementare.

Lasciare il tfr in azienda

Nel caso si scelga di lasciare il tfr in azienda esiste una distinzione, stabilita dalla legge, per le aziende con più di 50 dipendenti e quelle con meno di 50 dipendenti.

Nelle aziende con meno di 50 dipendenti, il tfr rimane nella sua forma originaria sotto la gestione diretta del datore di lavoro che si occuperà poi di destinarlo al dipendente al termine del rapporto di lavoro a causa di dimissioni, licenziamento o pensionamento. In questo caso, il dipendente ha anche l’opportunità di chiedere fino a un terzo del trattamento di fine rapporto per spese mediche o domestiche dimostrabili.

Nelle organizzazioni con più di 50 dipendenti, il datore di lavoro è tenuto a investire il tfr che rimane in azienda in un fondo di investimento comune. Il dipendente può scegliere di revocare la gestione da parte dell’azienda se desidera investire in un fondo pensione differente. Non è invece possibile fare il contrario e quindi una volta scelta la forma del fondo pensione, si può solo passare da un fondo pensione all’altro, ma non si può scegliere di riaffidare il trattamento di fine rapporto al proprio datore di lavoro. Nel caso in cui il tfr viene affidato ad un fondo pensione chiuso, quindi di categoria, è possibile godere di un importante vantaggio: il versamento è obbligatorio anche da parte del proprio datore di lavoro, al quale si può sommare anche un versamento obbligatorio deducibile dalle tasse, che può essere sottratto alla propria dichiarazione dei redditi e che quindi non viene utilizzato per il calcolo delle tasse che si devono pagare. Per questo versamento non si può superare l’importo deducibile di 5.164 €.

Come gestire le scelte dei dipendenti?

Quando si è a capo di un’azienda con tanti dipendenti riuscire a stare al passo con le singole scelte dei dipendenti non è certo semplice. Ecco perché è necessario avvalersi di strumenti che permettono di automatizzare alcune procedure e di tenere traccia dei documenti e delle dichiarazioni di ogni singolo dipendente. Software come Geobadge si rivelano indispensabili per l’archiviazione dei contratti dei dipendenti e ottimizzare l’elaborazione delle buste paga in base alle scelte fatte dal lavoratore.

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